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In mezzo ai mostri del cemento, la natura cerca di resistere

· Natura

Immaginate Pineto senza i suoi pini, senza il suo parco Filiani, senza la pinetuccia, senza la sua duna, senza la sua torre.

Immaginate ora un airone cenerino, uno dei tanti che popolano questi alvei fluviali, che si ritrova tutto d'un tratto, senza il suo ecosistema, senza il suo nutrimento, senza la sua casa.

Un'immagine che esprime la solitudine nel non ritrovare i suoi compagni di viaggio e d'avventura, la desolazione di un paesaggio distrutto dall'opera dell'uomo e la rassegnazione nel ritrovarsi di nuovo in una vasca di cemento circondato dal nulla.

Preservare questo airone come tanta vita che si trova in questo alveo fluviale vuol dire preservare il nostro futuro e quello delle generazioni a venire.

Nelle foto scorgiamo l'airone sostare nel mezzo dell'alveo cementificato del torrente Calvano, presso la foce, a monte del ponte in acciaio. Intorno si notano le case costruite fino a ridosso del corso d'acqua e sullo sfondo, al di là degli archi del ponte ferroviario, si eleva maetosa la città di Atri.

 

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